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Fiori di carta

Il rumore del fiore di carta-Fallen

 

Nell’ambito dei gruppi autoprodotti, il caso che ha maggiormente attirato la nostra attenzione è Il rumore del fiore di carta. Giunti alla terza release con l’album Fallen, si autodefiniscono nello “…scontro/incontro tra delicatezza e rumore, tra digitale ed analogico, tra luce ed ombra. In una continua danza di opposti”. Delicatezza e rumore sono percepibili già a partire dal nome stesso del gruppo, che associa la propria identità musicale all’ impalpabilità sonora  di un fiore di carta.

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I formati della musica #1: il Long Playing

 

LP LOVE

 

Molti sono tra gli anni ‘50 e ‘70 i formati sperimentati per i dischi in vinile: quelli che avranno maggior successo saranno il 45 giri, il 78 giri, ed infine il 33 giri. Ovviamente il diametro del disco è in realtà del tutto slegato alla velocità di rotazione, ma il formato più noto, quello che costituirà un vero e proprio caso a sé stante anche e soprattutto dal punto di vista grafico, è il 33 giri a 12 pollici.

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Nostalgia del passato

 

È il 1887 quando Emil Berliner inventa il grammofono; da questo momento in poi il concetto di musica cambierà per sempre. La grande novità era che le persone potevano ascoltare la musica senza essere fisicamente presenti all’esecuzione dal vivo, perciò la musica da un’esperienza di intrattenimento unica, irriproducibile, si trasformò in un oggetto statico. In effetti, la musica  da allora venne identificata con il mezzo che la riproduceva; cilindro di cera prima, successivamente disco in vinile, cassetta audio, CD e infine MP3.

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Ritorno al futuro

Il mondo si sta muovendo verso una nuova dimensione mediatica: dai mass media ai my media. Chi lo afferma è Dan Rosenweig, direttore operativo di Yahoo!. Questo fenomeno è una logica conseguenza della globalizzazione dei mass media che ne ha determinato, contraddittoriamente, la loro decentralizzazione. Questo vuol dire che finalmente il potere dell’informazione è nelle mani dell’utente. Da ormai diverso tempo si parla di blogging o vlogging, di social networking, di folksonomy, e di altre attività che conseguono al cosiddetto user generated content (UGC); parole ormai entrate a far parte del vocabolario (quasi) comune.

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Theremin è online!

Theremin è un magazine/blog sulla musica e la comunicazione visiva.

Affrontare questo argomento è anche discutere sulle nuove tecnologie, sui mass media e i media alternativi, prima ancora che sulla grafica e il design.

I nuovi media hanno dato vita a fenomeni musicali del tutto nuovi, scene e produzioni fino a poco tempo fa impensabili. La musica si produce meno faticosamente e si condivide, diventa community. Tutto ciò lascia presagire un futuro in cui la musica sarà sempre più slegata dai “supporti fisici” quali nastri, LP o CD. Di conseguenza, al mutare di tale supporti fisici, si trasformano anche i supporti visivi, destinati a diventare sempre più immateriali e costretti a rivedere il loro rapporto con il linguaggio musicale. Sperimentare sarà la parola d’ordine.

La trasformazione radicale di ogni nostra convinzione sulla musica si verificherà entro dieci anni e nulla potrà arrestarla. Non esiste assolutamente alcun motivo di far finta che non accadrà. Sono sicurissimo che il copyright, per esempio, non esisterà più tra dieci anni e la paternità di un’idea e la proprietà intellettuale avranno lo stesso destino. La musica diventerà come l’acqua corrente o l’elettricità[…]

Così stando le cose, si dovrebbe approfittare di questi ultimi pochi anni perché non si ripeteranno mai più. Conviene prepararsi a fare molti tour perché è l’unica vera opportunità che rimarrà. È davvero entusiasmante, ma d’altro canto non importa che lo sia o non lo sia, è ciò che ci aspetta…

David Bowie sul New York Times, giugno 2002.

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