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il bello della rete

Stereomood #2

Caffé da Necci

Musica ovunque

Ci sono centinaia di blog musicali sui quali è possibile ascoltare e scaricare brani in formato mp3. Se qualche copyright viene calpestato a noi poco importa, il risultato non cambia: ovunque è possibile reperire musica.

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Stereomood #1

stereomood

Sull’associare musica a stati d’animo si potrebbe discutere e scrivere all’infinito.

L’ascolto è soggettivo e dunque legato alle emozioni, ma anche ai gusti e alle esperienze personali.

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Renegades of Funk

afrika bambaataa

 

Renegads of Funk, il Bronx e le radici dell’hip hop, è un libro che narra di storie e di personaggi “periferici” della New York inizi anni ’70. A partire  dagli anni ’80 quelle storie e quei personaggi ebbero una diffusione mediatica senza precedenti: l’hip hop diventa un movimento senza distinzioni di razza.

Certo, se guardiamo alla più recente diffusione del movimento in Europa, la scena  hip hop è soprattutto legata alle seconde generazioni di immigrati. Dalla Francia – dove il fenomeno ha assunto sempre più rilevanza con gli scontri nelle banlieue parigine del 2005 – alla Germania, dall’Inghilterra all’Italia, negli ultimi vent’ anni il rap ha assunto, per i ragazzi figli di immigrati e che vivono le immense periferie metropolitane, un significato simile a quello che già ha svolto per la comunità afroamericana degli Stati Uniti. 

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Il futuro della musica

il futuro della musica, copertina

 

Prima di cominciare a parlare di questo libro devo fare delle precisazioni necessarie: non si tratta di una novità in libreria, semmai tutto il contrario. Il futuro della musica è un libro che ho acquistato circa due anni fa, per caso. L’edizione in italiano (edita da Unwired Media) è ormai fuori catalogo  ma credo sia comunque necessario scriverne una recensione. È proprio  grazie a questo libro che ho cominciato ad interessarmi di musica più attivamente.  Cosa più importante è il seguito di questa pubblicazione: un sito web in cui si continua a scrivere e discutere di musica e di nuovi media. Come al solito, argomenti del genere altrove hanno riscosso un interesse maggiore.

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Ritorno al futuro

Il mondo si sta muovendo verso una nuova dimensione mediatica: dai mass media ai my media. Chi lo afferma è Dan Rosenweig, direttore operativo di Yahoo!. Questo fenomeno è una logica conseguenza della globalizzazione dei mass media che ne ha determinato, contraddittoriamente, la loro decentralizzazione. Questo vuol dire che finalmente il potere dell’informazione è nelle mani dell’utente. Da ormai diverso tempo si parla di blogging o vlogging, di social networking, di folksonomy, e di altre attività che conseguono al cosiddetto user generated content (UGC); parole ormai entrate a far parte del vocabolario (quasi) comune.

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Theremin è online!

Theremin è un magazine/blog sulla musica e la comunicazione visiva.

Affrontare questo argomento è anche discutere sulle nuove tecnologie, sui mass media e i media alternativi, prima ancora che sulla grafica e il design.

I nuovi media hanno dato vita a fenomeni musicali del tutto nuovi, scene e produzioni fino a poco tempo fa impensabili. La musica si produce meno faticosamente e si condivide, diventa community. Tutto ciò lascia presagire un futuro in cui la musica sarà sempre più slegata dai “supporti fisici” quali nastri, LP o CD. Di conseguenza, al mutare di tale supporti fisici, si trasformano anche i supporti visivi, destinati a diventare sempre più immateriali e costretti a rivedere il loro rapporto con il linguaggio musicale. Sperimentare sarà la parola d’ordine.

La trasformazione radicale di ogni nostra convinzione sulla musica si verificherà entro dieci anni e nulla potrà arrestarla. Non esiste assolutamente alcun motivo di far finta che non accadrà. Sono sicurissimo che il copyright, per esempio, non esisterà più tra dieci anni e la paternità di un’idea e la proprietà intellettuale avranno lo stesso destino. La musica diventerà come l’acqua corrente o l’elettricità[…]

Così stando le cose, si dovrebbe approfittare di questi ultimi pochi anni perché non si ripeteranno mai più. Conviene prepararsi a fare molti tour perché è l’unica vera opportunità che rimarrà. È davvero entusiasmante, ma d’altro canto non importa che lo sia o non lo sia, è ciò che ci aspetta…

David Bowie sul New York Times, giugno 2002.

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