Stereomood #1

Sull’associare musica a stati d’animo si potrebbe discutere e scrivere all’infinito.
L’ascolto è soggettivo e dunque legato alle emozioni, ma anche ai gusti e alle esperienze personali.
Come ti senti oggi?
Per questo motivo non chiedetemi perchè quando inizia a piovere tiro fuori i dischi di Nick Drake. Sarei in grado di spiegarvelo in minima parte. Ma per le funzioni associative del mio cervello è tutto molto semplice ed automatico. Nick Drake sta a pioggia e tè caldo come malinconia sta a nuvole grigie e maglioncino azzurro.
Ma passiamo oltre.
Vi è mai capitato che qualcuno registrasse una compilation per voi con il meglio della musica che ascolta? Se fossimo ancora nell’epoca delle mixtape l’avremmo ascoltata dall’inizio alla fine.
Di quell’epoca dobbiamo rimpiangere un’attitudine ormai estinta, una cosa che non sappiamo più fare: prestare attenzione. Non abbiamo neanche il tempo materiale di ascoltare tutto quello che scarichiamo. In teoria i nuovi media generano continuamente nuove modalità di fruizione della musica e non solo, ma nella realtà non è esattamente così, proprio perchè non sempre prestiamo attenzione.
Nei primi post di questo blog (qui e qui) si parlava di musica come flusso continuo, come acqua. Mi sono tornate in mente le parole di David Bowie quando ho scoperto Stereomood.
Stereomood è una web radio, un servizio gratuito di ascolto e condivisione di musica. Il database musicale è organizzato per playlist, che anzichè seguire parametri standard (suddivisione per genere, artista, album, ecc), propongono un ascolto emozionale, basato proprio su moods , gli stati d’animo, ed activity, quello che si sta facendo al momento dell’ascolto. Sono gli utenti stessi che decidono la classificazione di ogni brano musicale, ma non solo: sono proprio gli ascoltatori che ampliano continuamente il database, linkando di volta in volta nuovi brani. Così facendo si creano più che classiche playlist, dei flussi emotivi in costante cambiamento.
Alcune settimane fa ho incontrato Daniele Novaga che durante una lunga chiacchierata/intervista mi ha spiegato alcune caratterstiche di Stereomood. Daniele fa parte del team che ha creato questo progetto.
Il progetto è stato ufficialmente lanciato il 23 marzo 2009, e da allora non ha fatto che collezionare successi. 10.000 visitatori al giorno, di cui più di 5.000 gli iscritti, provenienti da 120 paesi nel mondo. Il database musicale continua a crescere: attualmente i brani da ascoltare sono più di 15.000.
Ma come nasce Stereomood? La storia di questa web radio fortunatamente non contempla le vicende del solito nerd americano, rinchiuso nel suo garage americano. Stereomood è un progetto italiano, nato dall’intuizione di 4 colleghi di Mtv che decidono di sperimentare un aggregatore musicale basato su un nuovo modo di concepire e fruire la musica: come vi dicevo, le emozioni.
In effetti, se riflettiamo, non solo non siamo più in grado di prestare attenzione alle cose che ci circondano, ma ci stiamo addirittura abituando alla casualità. Nel mondo circostante, come nel web o la televisione, si susseguono talmente tante cose, ed è talmente ampia la sola ipotesi di scelta, che spesso facciamo/ scegliamo quello che capita. Come la riproduzione casuale su un iPod Shuffle. Ecco perché dovremmo prestare più attenzione: come mi suggeriva Daniele, per quanto riguarda la musica, persino la scaletta di un album musicale non è mai casuale. L’artista sceglie consapevolmente la successione dei brani, particelle singole di un unico racconto.
Mi sono iscritta a Stereomood da una parte per semplice entusiasmo, dall’altra per cercare di capire meglio come funziona. Daniele mi ha anche accennato ad alcuni cambiamenti che avrà la nuova release, molto più funzionale anche per quanto riguarda l’interazione fra utenti, ma di questo non vi accenno nulla: sarebbe come svelarvi la fine di un film che non avete ancora visto. Al contrario, sono più che intuibili le potenzialità di questa web radio e ciò che si prospetta in futuro imminente.
(Il resto è da leggere domani)
continua la lettura di Stereomood #2
