DIY music festivals

Estate: tempo di festival musicali.
Tanti, anzi troppi, un po’ tutti uguali.
In Italia per fortuna qualcosa si sta muovendo già da tempo, perciò accanto all’Italia Wave e i grandi festival ne troviamo altri molto più ridotti e meno noti, ma per molti versi più interessati. Sto parlando di festival musicali che hanno luogo in terrazzi, giardini e salotti privati.
Massima espressione del Do It Yourself, questo genere di festival nasce un pò per caso, da un gruppo di amici riuniti ad ascoltare e suonare musica, che poi riesce a richiamare numerose altre persone: col tempo il numero degli “amici” si allarga a dismisura. Ed è cosi, che dopo la prima improvvisata edizione, può seguire la seconda, la terza o addirittura la dodicesima, come nel caso dell’Half Die Festival, il primo caso di cui vi parlerò oggi.
Half Die Festival
Da dodici anni Giovanni Rosace alias Morpurgo Benerecetti ospita a Roma sul terrazzo di casa l’Half Die Festival. Anni fa ha cambiato casa e col trasloco si è portato dietro pure il festival. Giovanni è anche un musicista, e questo spiega la sua passione per la musica; il festival è gratuito e le uniche regole da osservare sono molto semplici: ascoltare la musica in religioso silenzio e portarsi dietro da bere (è anche richiesto di indossare scarpe chiuse, ma ho notato che pochi osservano questa regola). L’ Half Die Festival inizia generalmente a metà giugno, e per quattro o cinque domeniche l’appuntamento è sul Morpurgo Roof alle sette (per conoscere l’indirizzo bisogna chiederlo via email). Durante le scorse edizioni ogni domenica si esibivano due gruppi diversi, contrastanti per genere e stile musicale, quest’anno invece si è preferito un concerto singolo. Ogni domenica si conclude comunque con un dj set finale.
Riguardo le passate edizioni mi è stato raccontato di tutto: la gente era talmente numerosa che non ci stava sul terrazzo: per assistere al festival occupava i tetti dei capannoni circostanti. Sarà per questo che Giovanni ha dovuto traslocare?
L’edizione del 2009 si è conclusa il 12 luglio con il live set di The Carataker, al quale sono stata presente anche io. Sempre quest’anno, all’Half Die si sono esibiti Nicola Ratti, Ad Bourke, Populous.
Ho trovato su Current tv un breve documentario sull’Half Die Festival, realizzato durante l’edizione del 2008. Guardandolo potrete farvi un’idea dell’atmosfera che si respira sul Morpurgo Roof ed ascoltare l’intervista a Giovanni Rosace.
La Casetta Lou Fai
Ho scoperto un altro interessante festival veronese: si tratta di Casetta Lou Fai, che Anita e Paolo (i padroni di casa) definiscono come un incrocio tra woodstock e il salotto di casa tua. Casetta Lou Fai ha luogo in un posto fantastico, una collinetta con un orto, alberi di pere e albicocoche e la famosa casetta di legno (durante l’anno fa da sala prove). Casetta Lou Fai nasce per caso nel giugno del 2005, come festa di fine anno scolastico (Anita era ancora alle superiori).

Col tempo Anita e Paolo entrano in contatto con vari gruppi indipendenti di Verona, primi fra tutti i Canadians che accettano di suonare alla Casetta. Sempre mediante i Canadians, i due riescono a contare altri gruppi. Quelle che inizialmente erano semplici feste diventano veri e propri appuntamenti fissi.
Quest’anno c’è stata una prima serata il 17 luglio, la prossima sarà domani sera (7 agosto) e si esibiranno gli House of All. Seguiranno probabilmente altre serate, vi consiglio perciò di seguire il blog della Casetta Lou Fai.
Salotto Live
In quel di Firenze, l’associazione Salotto Live si prefigge lo scopo – come da nome- di organizzare concerti nei salotti privati. Paola Iafelice e Claudio Ripoli (gli ideatori), si rifanno proprio al concetto settecentesco di musica da salotto. Fino ad ora l’associazione ha portato in giro per abitazioni private, musicisti come Niccolò Fabi, Mannarino, John De Leo, Giovanni lindo ferretti e molti altri. Salotto Live funziona diversamente dall’ Half DIe Festival e la Casetta Lou Fai: non avendo una sede fissa chiunque può proporre il salotto di casa come location.

I live non hanno nemmeno una data fissa, ma si susseguono più o meno tutto l’anno, esclusa l’estate. Recentemente Salotto Live ha anche pubblicato una compilation contenente il meglio delle esibizioni dal vivo.
Forse sta finendo l’era dei rave party, l’idea di riappropriarsi della strada e di occupare capannoni abbandonati affascina un po’ meno che in passato. Cambiano dunque le modalità di ascolto: in un contesto più intimista, quale può essere un giardino, un salotto o eccezionalmente un sottopassaggio con dentro Marco Parente, l’ascolto è più attento, si è concentrati solo sulla musica, il suo messaggio. In un rave party la musica è spesso un contorno ad un contesto più ampio. Non voglio di certo annichilire la cultura rave, ma semplicemente far riflettere sulle nuove modalità di ascoltare la musica. Gli House Concerts e gli house Festival hanno il pregio di dare importanza a gruppi indipendenti e scene musicali meno note, ma soprattutto di riportare la musica ad una dimensione più umana, quasi zen.
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