mercoledì 29 aprile 2009, 14:13

Suoni dalla foresta

Centre of Wood

 

Andrea Penso vive a Roma, ha 23 anni e già da molto tempo si occupa attivamente di musica. Nel 2004 crea  la sua prima label, la Cold Current Production, la cui filosofia è musica come  …flusso energetico ed emotivo soggetto a nessuna regola se non quella dell’anima“.

Si dedica in prima persona a sperimentazioni acustiche ed elettroniche,  assumendo nomi quali  Selaxon Lutberg  e We Wait for the Snow, alter ego mediante i quali si dedica al  field recordings in boschi e foreste e composizioni lo-fi da chitarre, tamburi,  strumenti analogici, giocattoli economici  ed altri improvvisati oggetti (non) musicali. 

Nel 2007 fonda una seconda label, la Centre of Wood ; è di questa che ci occuperemo principalmente  in questa nuova storia.

Ho incontrato Andrea Penso per la prima volta molto tempo fa; da una lunga chiacchierata con lui e con Lidia Ginga Cozzupoli (che lo accompagna spesso in questa attività) sono emersi aspetti impensabili del suo/del loro lavoro. Anzitutto, l’idea di  fondare due etichette, Cold Current Production e Centre of Wood,  è per dedicarsi alla musica in due distinte modalità. Gli album della prima etichetta vengono stampati su cd e gli artwork si basano su formati standard, come per qualsiasi altra label. Centre of wood è invece vero e proprio artigianato musicale. Gli  album vengono prodotti in edizione limitata e i packaging sono interamente costruiti a mano, utilizzando formati e supporti di volta in volta diversi (cdr, mini cd e addittura musicassette).


alcune release Centre of Wood

 

Alternando materiali classici (carta, cartone, tessuti ) ad altri più naturali e atipici (foglie e fiori secchi, sassi, rami, corde), Andrea e Lidia creano oggetti unici da collezione. L’idea è proprio quella di creare oggetti che raccontano delle vere e proprie storie di musica, di  ricordi legati alla natura, agli animali e all’infanzia. Le release sono diverse tra loro, ma  il filo conduttore sta proprio nella scelta dei colori e dei materiali naturali , nel  recupero  di oggetti  e vecchie storie dal passato, proprio come una polaroid ormai sbiadita o un sasso trovato per caso durante un’escursione in montagna. Andrea e Lidia hanno a cuore  la natura  e cercano di operare nel completo rispetto di essa. L’immagine dell’etichetta viene fuori da questo elemento immancabile  che è proprio la componente naturale, nonchè la principale fonte di ispirazione.

La Centre of Wood  vende immancabilmente ogni release,  ed  ha ottenuto feedback positivi soprattutto all’estero. In paesi come gli Stati Uniti, la Germania e l’Australia ha un seguito molto vasto, mentre  in Italia ha tuttora un pubblico più ristretto. I prezzi sono assolutamente contenuti, elemento che gioca sicuramente a favore dell’etichetta.

Attraverso il sito ufficiale e Myspace Andrea riesce a diffondere storie di musica più che singoli brani o album; aprire il packaging e ascoltare un album è un momento unico di magia e di intimità. Ogni album è infatti accompagnato da un inevitabile effetto sorpresa, perchè caratterizzato da una lettura su più livelli: l’esterno non spiega cioè che è nascosto all’interno. Il contenuto si svela passo per passo,  svuotando un sacchetto di tela, sfogliando un libricino o sfilando un lungo cordoncino.  Disegni, illustrazioni, timbri, brevi testi ed altro ancora accompagnano immancabilmente la musica.

Ho avuto personalmente la possibilità di ascoltare e di esaminare molte delle release dell’etichetta. Queste sono le foto che ho fatto quel giorno.

——–

Links

Centre of Wood, il sito ufficiale dal quale è possibile acquistare le release.

Centre of Wood su Myspace 

——–

nb. Ho scoperto che Lidia Ginga Cozzupoli ha da poco fondato una piccola e personalissima label , Dala Horse. Nel momento in cui scrivo è già uscita la prima release dell’etichetta.

Puoi lasciare un commento, o effettuare trackback dal tuo sito.

3 risposte per “Suoni dalla foresta”

  1. betta says:

    mercoledì 29 aprile 2009, alle 14:56

    molto interessante, dopo l’industralizzazione, siamo tornati all’artigianato…ottimo articolo, belle foto!

  2. Mari says:

    mercoledì 29 aprile 2009, alle 17:14

    In questo strano periodo fondamentalmente convivono più realtà differenti tra loro: le major, le etichette indie, gli artisti autoprodotti, le netlabel, la musica libera, il peer to peer… Anche se la tendenza generale sembra essere quest’ultima (molte energie vengono spese a favore), credo che l’artigianato possa comunque rappresentare un valore in più. Il lavoro di Andrea e Lidia si caratterizza proprio per questo, ed è un punto a favore che rende ogni album unico. Forse il punto d’arrivo ideale sarebbe quello di giungere ad una sorta di artigianato digitale, ma forse corro troppo con la fantasia o semplicemente non sono questi i tempi giusti?

  3. Dala Horse says:

    domenica 3 maggio 2009, alle 14:33

    E’ venuto benissimo l’articolo,grazie mille (linko subito sul mio blog)
    xx

Lascia un commento