Il futuro della musica

Prima di cominciare a parlare di questo libro devo fare delle precisazioni necessarie: non si tratta di una novità in libreria, semmai tutto il contrario. Il futuro della musica è un libro che ho acquistato circa due anni fa, per caso. L’edizione in italiano (edita da Unwired Media) è ormai fuori catalogo ma credo sia comunque necessario scriverne una recensione. È proprio grazie a questo libro che ho cominciato ad interessarmi di musica più attivamente. Cosa più importante è il seguito di questa pubblicazione: un sito web in cui si continua a scrivere e discutere di musica e di nuovi media. Come al solito, argomenti del genere altrove hanno riscosso un interesse maggiore.
L’indirizzo di questo blog è www.futureofmusicbook.com, nel quale potrete leggere gli interventi di David Kusek e volendo acquistare l’edizione in inglese del libro .
Ma torniamo al libro. Gli autori sono il già citato David Kusek e Gerd Leonhard.
David Kusek è un musicista, docente universitario e Vice Presidente del Berklee College of Music. È stato anche uno degli sviluppatori del Musical Instrument Digital Interface (MIDI). Gerd Leonhard è un musicista, un imprenditore e il fondatore di LicenseMusic. La prefazione all’edizione italiana è scritta da Gianluca Dettori, uno dei fondatori dello storico Vitaminic (che nel frattempo però è diventato qualcosa di ben diverso dal progetto originale: nel 1999 era un archivio di musica autoprodotta).
Il futuro della musica indaga sull’industria musicale del XXI secolo; partendo da una breve storia dei formati e dei supporti musicali, gli autori giungono ad immaginare un futuro in cui la fruizione e la distribuzione della musica seguano una logica ben diversa da quella appartenente alle grandi major. Se pensiamo a quanto la rete abbia permesso finora, al fatto che il CD più venduto in America sia quello vergine e che ” Fin dall’invenzione dell’elettricità, la musica è andata a braccetto con la tecnologia (…) ” è facile dedurre che le limitazioni imposte dalle case discografiche corrispondano ad un modello di consumo della musica difficilmente adattabile agli stili di vita attuali. Conl’ online e succesivamente con il mobile, la musica ha cominciato a somigliare più ad una sorta di flusso continuo che ad un prodotto limitato da rigide leggi di mercato. Un flusso inarrestabile, proprio come l’acqua. Difatti gli autori insistono sul fatto che mai come oggi si sia ascoltata così tanta musica ed è proprio il modello commerciale di musica come acqua che i due immaginano e descrivono nel libro. La musica appartiene ai consumatori e il futuro sarà deciso proprio da questi, non dalle multinazionali discografiche che rivendicano la proprietà di un qualcosa che, proprio come l’acqua, è di tutti.
La tecnologia e i nuovi media rimodelleranno l’industria musicale: di questo sembrano già esserne consapevoli i musicisti e le etichette indipendenti che più facilmente si adattano ai cambiamenti. Ma come confermato da Radiohead e Nine Inch Nails, anche musicisti non esattamente ”indie” mostrano una certa curiosità verso nuove possibilità dettate dalla rete. Altre realtà invece paiono procedere al contrario: mi riferisco a LastFm che ha recentemente annunciato l’introduzione di un abbonamento mensile di 3 euro. Certo è difficile stabilire quale sarà il futuro (economico) della musica, quale compromesso migliore renderà felice chi ascolta la musica e chi invece la crea, la distribuisce e promuove. Il futuro della musica non dà risposte chiare a un quesito del genere anche perchè delle volte presenta dei toni un pò profetici, ma credo che un futuro in cui la musica sia fruibile come l’acqua, è il futuro migliore che si possa immaginare. Forse anche il più logico, visti i tempi in cui viviamo. Il grande merito del libro è comunque di presentare un’analisi dettagliata del nostro presente, svelandone meccanismi spesso poco noti.
Consiglio a tutti di leggerlo (in italiano se vi riesce di trovarlo, in inglese con un pò di coraggio) e di tenere sott’occhio il blog di David Kusek.
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Il futuro della musica
di David Kusek e Gerd Leonhard
2006, Milano, Unwired Media
166 pagine, 18 euro
www.unwiredmedia.it
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[...] primi post di questo blog (qui e qui) si parlava di musica come flusso continuo, come acqua. Mi sono tornate in mente le parole di David [...]