Fiori di carta

Nell’ambito dei gruppi autoprodotti, il caso che ha maggiormente attirato la nostra attenzione è Il rumore del fiore di carta. Giunti alla terza release con l’album Fallen, si autodefiniscono nello “…scontro/incontro tra delicatezza e rumore, tra digitale ed analogico, tra luce ed ombra. In una continua danza di opposti”. Delicatezza e rumore sono percepibili già a partire dal nome stesso del gruppo, che associa la propria identità musicale all’ impalpabilità sonora di un fiore di carta.
Cenni biografici
Il gruppo nasce a Campobasso sul finire del 2002. I fondatori sono Nazario Graziano, Luciano e Alessandro Mastrocola, Antonio Giambattista. Il primo album è Origami 62 del 2004. Registrato in casa e autoprodotto, Origami 62 è caratterizzato da “…composizioni scarne e minimali dai toni scuri a metà strada tra l’acustico e l’elettrico…“. Le recensioni di questo album sono tutte molto positive, arrivando a descrivere IRDFDC come una riuscita via di mezzo tra il post-rock dei Mogwai e i reading dei Massimo Volume.
Nel 2006 il gruppo accoglie un nuovo elemento, Alessandro Salzmann, batterista e pianista. L’ingresso di Alessandro conferisce al gruppo un nuovo sound, più maturo. Nello stesso anno, il brano Attesa per la finale di subbuteo viene pubblicato in una compilation per la rivista Il bene comune.
Nel 2008 esce Fallen, anch’esso autoprodotto, ma questa volta registrato in studio. Seguono recensioni e feedback molto favorevoli: Fallen viene definito uno degli album più belli del nuovo post-rock italiano.

photos: © Massimiliano Ferrante
Fallen
Tornando alla descrizione del gruppo, l’opposizione tra digitale e analogico ci sembra evidente non solo nelle scelte musicali, ma anche nella scelta dei supporti fisici. Fallen è stampato sia in versione CD che doppio LP, scelta che ne influenza sia la fruizione della musica che i due diversi supporti visivi. Analizzandoli meglio, ci rendiamo conto che probabilmente non sono poi così diversi. La spazialità dell’LP in un certo senso è riprodotta anche nella versione in CD: la copertina è ottenuta piegando un bellissimo poster di medie dimensioni. Il packaging del CD è difatti sorprendentemente semplice, ma di grande effetto.
IRDFDC, come dicevamo, è un gruppo autoprodotto. Ciò vuol dire che non ha alcuna etichetta alle spalle e che tutto il processo di creazione, pubblicazione e promozione della musica è a proprie spese. Attualmente la sopravvivenza di un gruppo autoprodotto è quasi sempre legata ai nuovi media e alle nuove tecnologie che per fortuna, hanno semplificato e ridotto tutte le spese. In molti casi non è strettamente necessario affidarsi a studi di registrazione privati, poiché si dispone autonomamente di attrezzature e software. Piccoli studi di registrazione vengono improvvisati a casa e spesso il lo-fi diventa componente fondamentale della musica stessa. Ma questo non vuol dire che la tecnologia ha esclusivamente semplificato e democratizzato qualsiasi processo creativo, al contrario ha anche instaurato un necessario processo di selezione. Ad esempio, sempre in ambito musicale, sempre più persone oggi riescono a produrre e distribuire i propri lavori e di conseguenza, sempre più pubblicazioni si contenderanno l’attenzione del pubblico. A nostro avviso, un ruolo importante in questo senso è giocato anche dai supporti visivi, anch’essi gestisti autonomamente e delle volte “improvvisati”, risultando di scarso interesse. Molti gruppi autoprodotti hanno ottenuto un piccolo successo per brevi periodi, scomparendo nel nulla con molta facilità. Ma per fortuna vi sono altri casi di band che riescono a dare continuità alla propria attività riuscendo a proporre al pubblico sempre nuovi progetti, curando l’intero processo di creazione nei minimi dettagli, dalla registrazione alla promozione e comunicazione. In questo senso è importante per il gruppo mostrare un’immagine forte, creare un proprio “stile” riconoscibile, strettamente connesso a quello che potremmo definire come stile musicale. E questo è il caso de IRDFDC.

Nazario Graziano, illustrazione per Toxic Fm
Nazario Graziano
Curatore dell’immagine del gruppo, del sito web e degli artwork delle singole release è lo stesso chitarrista del gruppo, Nazario Graziano, a nostro parere uno dei più creativi graphic designer italiani. Nazario ha alle spalle diversi progetti di grafica e comunicazione in ambito musicale, che vanno da copertine di album a flyer e poster per la promozione di eventi dal vivo. Il suo stile è inconfondibile, un perfetto mix o collage digitale di ritagli fotografici (spesso provenienti da un personalissimo immaginario vintage) e ritagli vettoriali.
Sfogliando il portfolio di Nazario colpisce il fatto che abbia realizzato progetti di qualsiasi tipo (in qualche modo sempre concernenti l’illustrazione e la grafica), per clienti molto diversi tra loro. Si va dai clienti all’estero (Toxic Fm, Entertainment Weekly, Chicago Magazine), a clienti di un certo tipo (Toyota), non tralasciando nemmeno clienti “underground”, ma di un certo stile (Anomolo, Firewater). Nazario è anche la mente dietro RevolverLover (un progetto web che si occupa di segnalare i lavori più interessanti di grafici, designer e fotografi in italia e non) e di Antimag (un pdf magazine di illustrazione e fotografia scaricabile gratuitamente).
L’intervista
Abbiamo intervistato IRDFDC per chiarire alcuni aspetti della loro attività e della loro visione rispetto i nuovi media. Non mancano domande specifiche rivolte a Nazario, per comprendere meglio il rapporto tra creatività, musica ed internet.
Prima di tutto presentatevi: che rumore fa un fiore di carta?
… …. … .. …………. sentito?
Descrivete la vostra musica a chi non l’ha mai vista.
Foglie che cadono contro palloncini di elio che volano in alto.
Descrivete la copertina di Fallen a chi non l’ha mai ascoltata.
Un aquilone che sale e scende, vola e cade , rivola, ricade …. un pò come la vita.
I vostri dischi sono pubblicati da un’etichetta o sono autoprodotti? Spiegateci il perché di questa scelta e che cosa essa comporta, difficoltà comprese.
Sia FALLEN, sia il precedente ORIGAMI62, sono dischi completamente autoprodotti. Non è difficile intuire quali siano le difficoltà, soprattutto da un punto di vista economico e di mezzi a disposizione … soprattutto se come noi poi si decide di far uscire un doppio vinile autoprodotto…le difficoltà aumentano!
Puoi dirci anche tu … “siete matti?” … non sei di certo la prima :). Ma ti assicuro che le soddisfazioni avute finora, nel portare sul “mercato” un oggettino del genere non sono poche.
Internet dà a chiunque la possibilità di entrare nel circuito mediatico, permettendo ad una band di farsi conoscere e aver maggiore visibilità. Oggi per una band è più importante avere una pagina myspace o esibirsi dal vivo?
Beh diciamo che le due cose sono un pò collegate. Oggi (fortunatamente!!!!) il concetto del manager “ incravattatto” che ti mette sotto contratto è svanito, o meglio è legato a determinati settori musicali che a noi non interessano. Oggi devi farti un pò da solo … e internet ha tanti mezzi gratuiti per fartelo fare. Tutti oggi possono fare un disco nella propria cameretta e farlo girare …se sai come muoverti sei avvantaggiato. Chiaro intuire che la “facilità di girare” non sempre equivale alla “qualità del prodotto che fai girare”. Per quello che riguarda il live c’è da dire che l’esperienza sul palco serve sempre ed è a volte anche un banco di prova … indispensabile per te e per gli chi ti ascolta.
In che modo credete che i nuovi media, specie la rete, stiano influenzando la vostra “carriera”? Molto probabilmente internet non è riconducile soltanto ad un veicolo di promozione pubblicitaria: che cosa credete che la rete e in generale i nuovi media stiano contribuendo a costruire?
Sinceramente non ci siamo mai posti il problema. Diciamo che siamo molto attenti da un punto di vista “comunicativo” su quello che succede nella grande rete. Non a caso il nostro sito (www.ilrumoredelfioredicarta.it) linka direttamente a spazi gratuiti ed utilissimi come Myspace, Flickr, Youtube, etc…
Tutti i vostri album sono pubblicati su CD, ma di Fallen esiste anche una versione in doppio LP. Perché? Non credete che il vinile sia ormai un supporto da collezionisti, destinato a scomparire?
Assolutamente no! Anzi. In un’epoca in cui si parla già anche del tramonto del CD, crediamo che l’unico supporto audio che possa ancora avere un senso a livello “fisico” , tattile, sia il vinile. E poi come qualità di suono non ha paragoni, benche il digitale faccia passi da gigante ogni mese!
Che cosa pensate delle band che pubblicano album esclusivamente in MP3 da scaricare? Avete mai pensato di distribuire la vostra musica in questa maniera?
Siamo sempre vicini al mondo “free”, e abbiamo sempre grande rispetto per tutti quei progetti che non vedono lo scopo di lucro come primo obiettivo. Abbiamo più volte regalato brani inseriti in compilation di free download (vedi anomolo.com) e anche sul nostro myspace il primo disco era scaricabile in buona parte gratis. E’ chiaro che con un doppio vinile a tiratura limitata alle spalle non possiamo permetterci di regalarlo J . Oggi se vuoi scaricare un disco lo trovi dappertutto e dopo 10 minuti di download lo hai sul tuo computer. Il gesto di comprare un disco di una band indipendente o “emergente” (che brutta parola!) a 3 – 5 o 7 euro è un modo per aiutare e supportare gli sforzi e i sacrifici che la band stessa affronta tra suonare in giro, fare dischi, etc …. Tutto qui. W il download ma viva anche il supporto alle band indipendenti.
Distribuire musica a pagamento e distribuire musica gratuitamente via copyleft equivalgono a due modi di pensare molto differenti. Quali sono le differenze principali? Quali diverse possibilità prevedono a vostro avviso questi due modi di fare e in che modo credete possano (se possono) interagire tra di loro?
Questa domanda si riallaccia un po’ al discorso di prima. Non credo siano i 5 euro di supporto “donati” a un concerto a cambiare il modo di fare musica. E’ l’approccio di chi ti ascolta che è importante, tanto quanto quello di chi fa la musica o un disco. Tutti sappiamo come si scarica un album, così come tutti sappiamo giudicare e premiare o meno una band o un progetto musicale.
Nazario: lavori come graphic designer ed hai curato l’immagine de Il rumore del fiore di carta, che apparentemente sembra avere uno stile diverso dal resto dei tuoi progetti, caratterizzati da una forte riconoscibilità. Su cosa hai puntato principalmente questa volta?
Ho preferito non utilizzare troppo il mio stile, anche perché avevo in mente qualcosa di fotografico. Diciamo che tutto è nato da alcune foto del mio/nostro amico fotografo Paul Paper (itismyparty.org) di questo aquilone che vola e cade. Il concetto di FALLEN era molto legato ad alcune situazioni e legami che come band stavamo vivendo, magari all’inverso. Eravamo caduti come gruppo, sull’orlo di uno scioglimento … poi siamo rinati. La cover rappresenta un sali/scendi , un cadere e un risalite e viceversa, come nella vita …per noi anche un buon auspicio.
Nazario: dal punto di vista di un creativo che utilizza vari linguaggi, cosa ti incuriosisce di più e ti piacerebbe sperimentare nel prossimo futuro? C’è un carattere predominante nel tuo modo di lavorare? Fino a che punto ritieni tra loro integrabili media differenti?
Non so mai cosa arriverò a creare e come sarà la mia creatività nei prossimi tempi. Sono molto istintivo nel mio modo di lavorare e nel mio approccio creativo. Mi affascina tantissimo l’uso di altri media , del video soprattutto, ma purtroppo il tempo per studiare e riuscire in nuovi rami artistici è sempre troppo poco. Se è una cosa deve essere fatta, deve essere fatta bene …. Quindi credo che per i prossimi anni rimarrò ancora per un bel po’ sulla grafica “classica”.
Come graphic designer hai già lavorato in ambito musicale, progettando locandine e flyer per concerti ed eventi. Hai anche progettato l’artwork di una release di Anomolo (Everyone has changed place dei Sofful). Raccontaci qualcosa a proposito di un progetto in ambito musicale che ti ha particolarmente divertito.
E’ sempre un gran piacere fare cose in ambito musicale. Non c’è un progetto che più di altri va annoverato. E’ un campo molto bello e stimolante, soprattutto quando hai carta bianca e chi ti affida il progetto si fida ciecamente di te.
Che cosa credi in futuro il grafico si troverà a dover progettare in ambito musicale? Quali supporti scompariranno e cosa invece avrà sempre maggiore successo in questa epoca plasmata dai nuovi media?
Sicuramente la grafica ci sarà sempre anche se sparirà del tutto il supporto “fisico”. E’ una domanda difficile a cui rispondere. Le cose le comprendi quando ti ci trovi dentro e le vivi in prima persona. La mia risposta si può avvalorare con una controdomanda. 2-3 anni fa avresti mai pensato a domande del tipo …. “hai disegnato tu il layout del tuo myspace?” :)
Hai mai realizzato dei progetti collaborando a distanza con altre persone? Fino a che punto si può lavorare esclusivamente mediante la rete?
A questa domanda ho risposto tantissime volte. Sono un rappresentate estremo delle collaborazioni a distanza. Graficamente parlando, sono nato “ a distanza” e oggi il 90% delle mie cose le faccio a distanza. …….. Anche nella musica con IRDFDC alcuni fraseggi nascono a distanza … visto che sono l’unico membro residente fuori Campobasso, la nostra città. Benedetti SKYPE e MSN
Progetti futuri per Nazario Graziano?
Tanti, troppi, bis. :) E’ il tempo che manca ! Speriamo che il nuovo governo allunghi le giornate a 48 ore ….. ahahahahhaahhaa.
Progetti futuri per Il Rumore del Fiore di Carta?
Suonare, suonare, suonare …. e la speranza di continuare ad emozionare.
Adesso l’ultima domanda. Qual è l’album che credete abbia maggiormente influenzato la vostra musica? Provate a scrivere una recensione. Ma non della musica, della copertina…
Credo che ognuno di noi abbia centinai di dischi che gli hanno tolto il sonno, e che per forza di cose ritrovi nella musica di IRDFDC. Fare un nome forse equivale a farne fuori tanti altri …. Quindi …. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
Una copertina? Beh anche qui è dura…. Forse per me Abbey Road dei Bealtes, The dark side of the moon dei Pink Floyd e “la banana” dei Velvet Underground. Immortali credo anche da un punto di vista iconografico.
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Links
Il Rumore del Fiore di Carta official site
Il Rumore del Fiore di Carta su Myspace
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nb: nella Gallery che segue vi mostriamo alcuni dei lavori di Nazario Graziano. Abbiamo scelto oltre a quelli strettamente inerenti a IRDFDC, anche alcuni inerenti alla musica ed eventi dal vivo.

theremin » Musikgraphics, Visualizing the Rhythm of Music says:
mercoledì 20 maggio 2009, alle 18:56
[...] è che presenta, accanto a grandi nomi (Grandpeople, Airside, Sanna Anukka di Big active, nonchè una vecchia conoscenza di Theremin Mag), anche designer meno conosciuti; di conseguenza vengono raccontate scene musicali e dischi meno [...]
Rossella B. says:
domenica 31 maggio 2009, alle 16:42
penso che la musica de IRDFDC sia una ventata di aria nuova, fresca, poetica, intuitiva, sottilmente tangibile e allo stesso tempo travolgente, per chi si sa lasciar travolgere da delicati segni sonori. Il Rumore del Fiore di Carta è semplicemente MAGIA!