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aprile 2009 Monthly archive

Suoni dalla foresta

Centre of Wood

 

Andrea Penso vive a Roma, ha 23 anni e già da molto tempo si occupa attivamente di musica. Nel 2004 crea  la sua prima label, la Cold Current Production, la cui filosofia è musica come  …flusso energetico ed emotivo soggetto a nessuna regola se non quella dell’anima“.

Si dedica in prima persona a sperimentazioni acustiche ed elettroniche,  assumendo nomi quali  Selaxon Lutberg  e We Wait for the Snow, alter ego mediante i quali si dedica al  field recordings in boschi e foreste e composizioni lo-fi da chitarre, tamburi,  strumenti analogici, giocattoli economici  ed altri improvvisati oggetti (non) musicali. 

Nel 2007 fonda una seconda label, la Centre of Wood ; è di questa che ci occuperemo principalmente  in questa nuova storia.

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Il futuro della musica

il futuro della musica, copertina

 

Prima di cominciare a parlare di questo libro devo fare delle precisazioni necessarie: non si tratta di una novità in libreria, semmai tutto il contrario. Il futuro della musica è un libro che ho acquistato circa due anni fa, per caso. L’edizione in italiano (edita da Unwired Media) è ormai fuori catalogo  ma credo sia comunque necessario scriverne una recensione. È proprio  grazie a questo libro che ho cominciato ad interessarmi di musica più attivamente.  Cosa più importante è il seguito di questa pubblicazione: un sito web in cui si continua a scrivere e discutere di musica e di nuovi media. Come al solito, argomenti del genere altrove hanno riscosso un interesse maggiore.

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Fiori di carta

Il rumore del fiore di carta-Fallen

 

Nell’ambito dei gruppi autoprodotti, il caso che ha maggiormente attirato la nostra attenzione è Il rumore del fiore di carta. Giunti alla terza release con l’album Fallen, si autodefiniscono nello “…scontro/incontro tra delicatezza e rumore, tra digitale ed analogico, tra luce ed ombra. In una continua danza di opposti”. Delicatezza e rumore sono percepibili già a partire dal nome stesso del gruppo, che associa la propria identità musicale all’ impalpabilità sonora  di un fiore di carta.

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I formati della musica #1: il Long Playing

 

LP LOVE

 

Molti sono tra gli anni ‘50 e ‘70 i formati sperimentati per i dischi in vinile: quelli che avranno maggior successo saranno il 45 giri, il 78 giri, ed infine il 33 giri. Ovviamente il diametro del disco è in realtà del tutto slegato alla velocità di rotazione, ma il formato più noto, quello che costituirà un vero e proprio caso a sé stante anche e soprattutto dal punto di vista grafico, è il 33 giri a 12 pollici.

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